A Giarole la presentazione di Mina di Maria Breazu
Domenica scorsa alla palestra Boldini, grande partecipazione per la testimonianza dell’autrice e il messaggio contro la violenza
GIAROLE – Un pubblico numeroso e variegato ha riempito domenica 16 novembre la palestra comunale D. Boldini, trasformata per l’occasione in un luogo di memoria e riflessione grazie a decine di lumini e scarpe rosse disegnate sui vetri. La serata ha avuto come fulcro la presentazione del libro Mina di Maria Breazu, un racconto autobiografico di violenza e rinascita.
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Giuseppe Pavese, l’incontro è stato aperto da Silvia Cantamessa, in rappresentanza del Centro Antiviolenza me.dea, che ha illustrato le attività del centro nel supporto alle donne vittime di violenza. A dare corpo e voce alla storia di Mina, e a condurre il pubblico all’interno delle sue pagine più forti, sono state le letture dell’attrice Ramona Bruno, accompagnata alla fisarmonica da Mario Saldì, entrambi del Collettivo Teatrale di Casale.
Il racconto in prima persona
Maria Breazu, protagonista della vicenda e autrice del libro, ha ripercorso i passaggi cruciali della sua esistenza, sollecitata dalle domande della giornalista Franca Nebbia.
Ha parlato delle sue “due vite”: la prima in Romania, segnata da sei anni di violenza domestica, e la seconda nel Monferrato, iniziata con la fuga, la rinascita e la costruzione di una nuova famiglia accanto a un marito esemplare.
Il messaggio principale che ha voluto trasmettere con il libro Mina di Maria Breazu è chiaro: «Dalla violenza si può uscire». «Le donne non devono restare nella speranza che qualcosa cambi. Se ce l’ho fatta io, possono farcela tutte», ha dichiarato l’autrice.
Un evento verso il 25 novembre
L’iniziativa è inserita nel calendario di eventi legati alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, in programma il 25 novembre.
Per l’occasione, la piazzetta davanti alla palestra è stata decorata con cartelli rossi riportanti i nomi delle donne italiane vittime di femminicidio dall’inizio dell’anno. I cartelli resteranno esposti fino al 25 novembre, come monito e memoria collettiva.
«Finché ci sarà anche solo una donna uccisa, saremo tutte vittime», recita uno degli slogan presenti.